"...ti insegnerò a diventare un uomo migliore ed a servire onestamente la società..."(frase pronunciata da O Sensei al giovane Morihito Saito quando si è presentato la prima volta aldojo di Iwama).
Nella pratica delle moderne discipline educative, sportive e marziali, discendenti direttamente
dalle antiche forme di combattimento, si sente spesso parlare del termine BUDO (la via del
guerriero). Molti insegnanti disquisiscono sul fatto se le rispettive forme moderne discendenti
dalle arti marziani facciano parte del Budo. Alcuni praticanti di Aikido vedono questa
associazione come qualcosa di incoerente perchè quest'arte non avrebbe niente a che fare con
la guerra e la violenza del guerriero.
Da JUTSU (術) a DO (道)
Anticamente le discipline guerriere facevano parte del BUJUTSU (arte, tecnica del guerriero) e i
nobili guerrieri Samurai rispettavano il codice morale del BUSHIDO (la via dello spirito guerriero).
Con la fine dell'epoca feudale giapponese e la conseguente fine della casta Samurai, le allora
praticate arti guerriere rischiarono di scomparire. Fu solo grazie alla genialità di alcuni personaggi
di larga veduta che queste arti vennero rielaborate in sistemi per il miglioramento fisico-spirituale,
le quali, attraverso la pratica, andassero a trasformare radicalmente le vedute ed il
comportamento individuale in tutte le situazione della vita. Questo nuovo orientamento portò a
sostituire il termine Jutsu (abilità tecnica) con il termine Do (Via - cammino).
Bu 武
L'ideogramma kanji "bu" è composto dai due caratteri: “hoko” (lancia, alabarda) “tomeru”
(fermare, arrestare, lasciare e cessare). il temine bu quindi, nella lingua e nello spirito della
tradizione giapponese, significa letteralmente "fermare, arrestare, lasciare la lancia".
Uscendo dal significato strettamente letterale, il termine "lancia" assume il significato più ampio di "arma" e quindi quello traslato di "guerra" e di "combattimento" ed il termine "fermare" assume il
significato traslato di "cessare".
Il significato del termine bu quindi implica quello di "fermare il conflitto" e non di "guerra o di
combattere", di conseguenza il Bushi diviene quel particolare guerriero che agisce per fermare il
conflitto; l'etica vorrebbe che lo facesse nel modo più efficace e meno violento: con il disarmo
dell'aggressore (sia fisico che mentale).
In sostanza il termine Bujutsu prende il valore di "abilità tecnica di fermare un attacco" mentre il
termine Budo prende il significato di "la via per fermare il combattimento", che rapportato nella
vita di tutti i giorni prende il significato di "metodo che conduce a fermare i conflitti" di qualsiasi
natura essi siano.
Buido
Per capire quanto il termine Budo sia lontano dal solo concetto di combattere, duellare...
possiamo analizzare il Kanji Buido la “Via del medico guerriero”, termine che ha origine nella
tradizione del Giappone Feudale, il maestro Akira Kurosawa nel suo film “Barbarossa” ci dà l'idea
del suo significato: un medico che cura i malati con tutta la determinazione con cui il guerriero
difende la patria.
武 Bu: guerriero (nel senso nobile del termine)
道 Do: ciò che conduce, la via, disciplina spirituale
Da cui si ottiene
武道 Bu-Do: la via del guerriero
E inoltre
医I: Medicina
Da cui si estrae
医学I-Gaku:lo studio dell’Arte Medica
Per formare
武医道 Bu-i-do: “La Via del Medico Guerriero”
Già il codice comportamentale del Bushido ("la via etico-spirituale del guerriero" - shin = spirito)
ci dà un'idea dello spirito del guerriero attraverso i sette principi: Gi: Onestà e Giustizia.
Sii scrupolosamente onesto nei rapporti con gli altri, credi nella giustizia che proviene non dalle
altre persone ma da te stesso. Il vero Samurai non ha incertezze sulla questione dell'onestà e
della giustizia. Vi è solo ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
Yu: Eroico Coraggio
Elevati al di sopra delle masse che hanno paura di agire, nascondersi come una tartaruga nel
guscio non è vivere. Un Samurai deve possedere un eroico coraggio, ciò è assolutamente
rischioso e pericoloso, ciò significa vivere in modo completo, pieno, meraviglioso. L'eroico
coraggio non è cieco ma intelligente e forte.
Jin: Compassione
L'intenso addestramento rende il samurai svelto e forte. È diverso dagli altri, egli acquisisce un
potere che deve essere utilizzato per il bene comune. Possiede compassione, coglie ogni
opportunità di essere d'aiuto ai propri simili e se l'opportunità non si presenta egli fa di tutto per
trovarne una.
Rei: Gentile Cortesia
I Samurai non hanno motivi per comportarsi in maniera crudele, non hanno bisogno di mostrare
la propria forza. Un Samurai è gentile anche con i nemici. Senza tale dimostrazione di rispetto
esteriore un uomo è poco più di un animale. Il Samurai è rispettato non solo per la sua forza in
battaglia ma anche per come interagisce con gli altri uomini.
Makoto: Cuore puro - Completa Sincerità
Quando un Samurai esprime l'intenzione di compiere un'azione, questa è praticamente già
compiuta, nulla gli impedirà di portare a termine l'intenzione espressa. Egli non ha bisogno né di "dare la parola" né di promettere. Parlare e agire sono la medesima cosa.
Meiyo: Onore
Vi è un solo giudice dell'onore del Samurai: lui stesso. Le decisioni che prendi e le azioni che ne
conseguono sono un riflesso di ciò che sei in realtà. Non puoi nasconderti da te stesso.
Chugi: Dovere e Lealtà
Per il Samurai compiere un'azione o esprimere qualcosa equivale a diventarne proprietario. Egli
ne assume la piena responsabilità, anche per ciò che ne consegue. Il Samurai è immensamente
leale verso coloro di cui si prende cura. Egli resta fieramente fedele a coloro di cui è
responsabile.
Si può pertanto individuare quali caratteristiche certe debbano perseguire le discipline moderne
per rientrare nel mondo del Budo, si può più facilmente definire quello che non devono
certamente essere, tra queste due estremità esiste un mare di altre caratteristiche.
Ciò che determina essenzialmente l'indirizzo (Do) che si deve seguire è proprio nei principi
fondamentali, inequivocabili, della disciplina che si pratica e che, per caratteristiche, appartenga
al mondo del Budo.
AIKIDO BUDO DES
L'Aikido è Budo
Morihei Ueshiba
Si può dunque definire quali siano le caratteristiche che facciano dell'Aikido un'arte marziale che
sia Budo?
Molti praticanti dei numerosi stili di Aikido affermano, con presunzione, che solo il loro sistema
contiene l'essenza dell'Aikido, che O Sensei intendeva questo o quello.
O Sensei era un giapponese esperto in arti marziali, e come tale sapeva benissimo cosa diceva
quando parlava di Budo. Noi...meno!
Pratichiamo Aikido, ma siamo Budoka?
C'è molta differenza tra pregare, essere preti ed essere Santi.
Perchè non ristabiliamo il nostro ego per studiare o proporre ai nostri allievi (insegnare è una
parola grossa) quello che inequivocabilmente sono stati gli indirizzi certi che O Sensei ci ha
lasciato: il significato stesso del termine AI KI DO; tre figure geometriche: Shikaku (quadrato), Maru (cerchio) e Sankaku (triangolo); cinque elementi: Kotai, Jutai, Ryutai, Ekitai e Kitai; e la
pratica di pari passo delle tecniche del corpo (taijutsu) e delle armi (buki waza).
Ci possiamo lavorare una vita.
Facciamoci delle domande:
Sappiamo realmente armonizzarci con un Ki negativo?
O pretendiamo che il nostro Uke si armonizzi con noi: “devi rilassarti”, “devi seguire”, “non
essere duro”...
E' facile dialogare con chi ti da sempre ragione, ma quando uno non la pensa come te?
Siamo veramente riusciti ad assimilare gli stati solido-liquido-gassoso mediante i vari passaggi?
O pretendiamo di iniziare l'Aikido già da uno stato elevato, fluido, senza avere stabilizzato la
nostra posizione con la durezza del Kotai (Ko=duro, solido), imparato il ritmo e la cedevolezza
con il Jutai (Ju=cedevole), il flusso e riflusso del movimento del Ryutai (Ryu=fluido) la
canalizzazione dell'energia dell'Ekitai (Eki = liquido) la penetrazione del centro del Kitai.
(Ki=energia, aria)
Pratichiamo in egual misura taijutsu e bukiwaza, e sopratutto facciamo Aikiken e Aikijo?
Domandiamoci se le tecniche di Jo e Ken che stiamo eseguendo siano realmente lo specchio dei
principi applicati al Tai Jutsu, se i movimenti che pratichiamo con il Jo hanno lo stesso principio di
quelle del Taijutsu, se pratichiamo l'awase sia con il jo che con il ken...
L'aikido ultimamente è diventato un minestrone dove sono state mescolate tutte le tecniche e arti
che con l'Aikido hanno, nella maggior parte dei casi, poco a che fare. Così si legge nelle varie
locandine “Stage di Aikiken e AikiJo: Maestro Tal dei Tali 5° Dan Iaido 4° Dan Jodo”,
ma se è Iaido non è Aikiken e se è Jodo non è Aikijo. Tutto è utile, per carità, sicuramente anche
fare un doppio salto mortale con avvitamento lo è, l'errore è chiamarlo Aikido.
Giancarlo Giuriati
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